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Paese

Dati Generali
Il paese di Nurallao
Nurallao è un paese della provincia di Cagliari, si trova in una zona collinare a 403 m. s.l.m., nel Sarcidano. A nord del centro abitato si trovano boschi di querce, lecci e sughere, nel Parco di Funtanas Is arinus, particolarmente suggestiva è la cascata che ha un salto di 20 metri. Nel territorio di Nurallao sono molto diffusi i giacimenti di argilla e calce e fino agli anni '50 l'attività di estrazione e di produzione tegole, brocche e mattoni era molto intensa. Oggi, però, anche anche altre attività coinvolgono i nurallaesi che si sono attivati, negli ultimi anni, sia nello sfruttamento dei terreni agricoli, che sembrano essere di ottima qualità per i cereali e per il foraggio, che nell'allevamneto. In questo settore si cintano circa 20 aziende, prevalentemente orientate sull'allevamento ovino, mentre l'allevamento bovino è presente in misura minore.
Il territorio di Nurallao
Altitudine: 329/761 m
Superficie: 34,76 Kmq
Popolazione: 1431
Maschi: 708 - Femmine: 723
Numero di famiglie: 468
Densità di abitanti: 41,17 per Kmq
Farmacia: via Aldo Moro, 52 - tel. 0782 815106
Guardia medica: (Laconi) - tel. 0782 869013
Carabinieri: via Margherita, 21 - tel. 0782 815022

Storia

NURALLAO, NURALLA e come pronunziano i paesani cangiando il doppio ll in dd Nuradda, villaggio della Sardegna nella provincia d’Isili e nella prefettura d’Oristano sotto il mandamento di Laconi, era compreso nella Parte Valenza, antico dipartimento del Giudicato di Arborea.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 47' 30", e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 2' 30".

Siede sopra un’eminenza esposto a venti sani coperto dal levante per l’alto margine del Sarcidano, gode una mite temperatura nell’inverno, e patisce poco da’ temporali. L’aria sarebbe più salubre, se non si lasciassero ferme le acque in alcuni siti.

Il suo territorio è assai esteso, e in parte non piano. Mancano le sorgenti, ma scorrono alcuni rivi e il fiume del Sarcidano o Botrani, che nel tempo piovoso gonfiasi e talvolta rapisce quelli che tentano i guadi.

La mineralogia di questo paese non è bene esplorata. I paesani usano di certa argilla assai abbondante in queste regioni per la fabbricazione di vasi, che vendono ne’ dipartimenti d’intorno.

Alcuni salti del Nurallese sono ingombri da piante ghiandifere, quercie, soveri e lecci, alle quali sono frammischiati altri grandi vegetabili di specie diversa.

Il selvaggiume non è scarso, e i cacciatori operano con fortuna facendo preda di cinghiali, di daini, di pernici e d’altre specie.

Popolazione. Sono in Nuralla circa 900 anime, distribuite in famiglie 235, e vi si numerano annualmente nascite 35, morti 24, matrimonii 6.

Questi paesani sono gente pacifica e laboriosa, di umor allegro, e amanti delle ricreazioni e del ballo.

La malattia che solitamente è fatale è il dolor laterale per la poca cautela in preservarsi nelle troppe frequenti e sentite variazioni termometriche dell’atmosfera secondo che variano i venti.

Pur tra i nurallesi l’agricoltura è la principal professione, quindi la figulina, poi la pastorizia, dopo questa i mestieri per i bisogni del comune, l’arti de muratori, fabbri ferrai, falegnami, ecc.

Nella figulina non lavorano meno di 60 individui e fanno varie opere sebbene grossolane. Siffatte manifatture sono poi mandate nelle fiere su carri o ne’ canestri sul basto de’ cavalli, e si portano da uno in altro paese per fornirne alle famiglie che ne han d’uopo.

Le donne quando han fatte le faccende domestiche pongonsi alla tessitura della lana e del lino, e in tutto il paese non saranno in opera meno di 200 telai.

Alla scuola primaria concorrono circa 25 fanciulli.

Agricoltura. Il territorio di Nuralla è fertile quant’altro de’ migliori, e se non manchino le pioggie, se non intervengano influenze nocive, i suoi frutti sono copiosi.

La seminagione ordinaria si determina a starelli di grano 900, d’orzo 250, di fave 100, di granone, fave, fagiuoli, lenticchie ecc. 150, di lino 70.

La fruttificazione ordinaria è del 10 per il grano, del 16 per l’orzo, del 12 per le fave, dell’8 pei legumi ecc.

La vigna trovasi in ottimo clima, e le molte varietà di viti danno buon frutto; ma la vendemmia è così scarsa, che non si ha la sufficienza per il paese. Del mosto una piccola porzione si cuoce per la sappa della provvista delle famiglie.

Le piante fruttifere in numero di circa 10 mila sono di molte specie e varietà. Tra esse però finora non si può nominare il gelso.

Le tanche sono più che cento, le quali però forse non comprenderanno mille starelli di terreno.

In esse si semina qualche tratto o si introduce il bestiame domito alla pastura.

Pastorizia. Nel bestiame manso si numerano buoi 500, cavalli 60, giumenti 130; nel rude cavalle 250, capre 2000, pecore 3500.

I formaggi sebbene manifatturati con poca arte non mancano di pregio.

Religione. I nurallesi sono sotto la giurisdizione dell’arcivescovo di Oristano e curati nelle cose divine da un parroco, che dicesi rettore, con l’ajuto di un altro prete.

La chiesa parrocchiale è intitolata da s. Efiso martire e patronata da s. Pietro Apostolo.

Le chiese minori erano già quattro, una nel paese, dove ancora si ufficia, le altre nel salto, dove già si cessò da esercitarvi il culto. La prima si appella da s. Sebastiano, che fu eretta per voto a spese comuni dopo cessato il flagello della peste, delle altre già cadute erano titolari s. Lucia v. e m., il Santo Salvatore, e s. Antonino.

Antichità. Di costruzioni noraciche se ne riconoscono ancora sei, e sono dette, nuraghe de Pardu-Pira, nur. Olia, n. di Sarcidano, n. Puiolu, n. de Planu-Fais,

n. de Tramalizzu. Il penultimo degli indicati è maggior degli altri e assai cospicuo par la sua situazione in eminenza. In esso furono trovate varie medaglie, lucerne di terra e di bronzo ecc.

Nel luogo detto Domu de Geronima si trovarono vestigia di antica popolazione e molte anticaglie; parimente come nel sito che dicono Coni, dove sono alcune pietre con tali note che nessuno de’ letterati (!!!) del paese han saputo finora diciferare.

Nel distretto che dicono Casteddu sono osservabili alcune grandi pietre piramidali lavorate con arte: in altra parte alcune caverne che servono d’abitazione a’ pecorai nel tempo che non vi è vidazzone.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Nurallao
17 Gennaio: Sant'Antonio abate – Festa con il tradizionale falò in piazza
Lunedì dell’Angelo – Sagra di Is Tallarinus Nuraddesusu”
3° fine settimana di Maggio: Sant’Isidoro e Sagra della pecora
28/30 Giugno: San Pietro, grande festa per il Santo patrono